Le slot machine nei vari servizi pubblici italiani

Tutti i bar in cui sono installate new slot sono attività economiche “non esenti Iva” in cui l’annesso servizio del gioco è “conteggiato” come movimento accessorio della somministrazione e, quindi, tutta l’Iva derivante dall’acquisto di beni e servizi (dal caffè alla ristrutturazione del locale) viene totalmente scaricata. La Cassazione ci insegna, invece, che se esiste una creazione di cespite che deriva da una ulteriore attività sistematicamente esercitata, questa cessa di essere “accessoria”, per diventare “strumentale” e quindi influise, senza dubbio, sul regime Iva (nel caso delle new slot la loro esenzione Iva imporrebbe quindi l’attivazione del “pro-rata” con conseguente diminuzione dell’ammontare Iva detraibile). Nel caso in cui un bar dovesse guadagnare molto di più -e sistematicamente- dal gioco (e quindi dalle new slot) rispetto alla somministrazione di bevande, l’ulteriore conseguenza diventerebbe poi oltremodo evidente.

Si lascino poi da parte le varie alchimie tributarie e contabili che deriveranno da tale “insegnamento” della Cassazione, il principio principale è quello di tutelare la diversificazione merceologica tra le differenti tipologie di locali che sono eventualmente abilitati ad inserire al loro interno apparecchiature da divertimento da gioco lecito, rispettando le aspettative di guadagno di chi investe in quell’azienda. I bar, in generale, sono eternamente alla ricerca di un nuovo investitore che offra di più: quindi, se in un bar vengono inserite otto new slot senza dubbio “rasenta” la categoria di sala da gioco piuttosto che di un’attività di somministrazione di bevande e quindi costituisce una “devianza” che sino ad oggi è stata troppo sottovalutata.

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